Rischi

Morti per amianto: in Europa oltre la metà dei casi di tutto il mondo

Oltre la metà delle morti di tutto il mondo che ogni anno si devono all’amianto avviene in Europa. Per l’esattezza il 56% dei decessi per mesotelioma (pari a 7mila casi) e il 41% di quelli per asbestosi (pari a 500 casi) sono legati geograficamente al Vecchio Continente. Ad affermarlo è uno studio pubblicato nel bollettino settimanale dell’Oms.

Il Vecchio Continente è l’epicentro di tutte le malattie asbesto-correlate. L’analisi dell’Oms è impietosa: “nei periodi 1920-1970 e 1971-2000 l’Europa ha usato il 48% e il 58% di tutto l’amianto commercializzato nel mondo" – sottolinea lo studio – "per questo può essere caratterizzata come il centro globale dell’uso nella storia e come l’epicentro attuale di tutte le malattie relative all’amianto”. Una realtà che allarma se si pensa che, sempre secondo i dati (sottostimati) dell'Organizzazione, nel mondo sono circa 125 milioni i lavoratori esposti all'asbesto. Una cifra non tiene conto, però, di chi ha lavorato in precedenza e delle persone che vivono nei pressi degli impianti di produzione.

Fonte: Inail

Con il presente documento ci si è posti l'obiettivo di fornire uno strumento informativo e decisionale indirizzato a tutti i proprietari o utilizzatori di immobili nei quali sia presente del materiale contenente amianto.
Chi non si è posto la domanda di cosa fare se all'interno di un edificio è presente amianto?


La risposta a questa domanda sarà il contenuto del documento sotto riportato nel quale si affronteranno le problematiche sotto due punti di vista: uno strettamente legato ai possibili rischi di rilascio di fibre d'amianto in aria all'interno e all'esterno dell'edificio e quindi ai possibili danni alla salute degli occupanti e dei cittadini, l'altro sotto l'aspetto normativo, cioè tutti gli adempimenti legislativi che devono essere attuati se è presente del materiale contenente amianto (di seguito per brevità di esposizione verrà indicato con la seguente sigla M.C.A.). Nell'affrontare il delicato tema sul rischio amianto negli edifici occorre ricordare che il potenziale pericolo dei M.C.A. è legato all'eventualità che siano rilasciate fibre aerodisperse nell'ambiente che possono venire inalate dagli occupanti. Il criterio più importante da valutare in tal senso è rappresentato dalla friabilità dei materiali, quindi occorre conoscere come viene classificato il M.C.A..


Prima di procedere alla descrizione delle bonifiche possibili per rendere innocuo l'amianto, che rappresentano le finalità delle azioni di prevenzione per tutelare la salute delle persone, occorre indicare quali sono le procedure necessarie per il conseguimento della miglior scelta, iniziando dalla localizzazione dell'amianto e dal suo stato di conservazione, alla sua estensione ed accessibilità.

 

Quali sono le procedure da seguire se in un locale è presente del Materiale Contenente Amianto?
Prima di tutto occorrerà procedere alla Localizzazione del M.C.A. nell'edificio, poi valutare lo stato di conservazione, quindi procedere alla miglior bonifica: nel caso non abbia determinato la rimozione del M.C.A., bisognerà provvedere alla conservazione e alla manutenzione del M.C.A. finché questo rimarrà in opera (ai sensi dell'art. 1, allegato 1 comma 4 del decreto ministeriale del 6 settembre 1994); infatti “dal momento in cui viene rilevata la presenza di materiali contenenti amianto in un edificio, è necessario che sia messo in atto un programma di controllo e manutenzione al fine di ridurre al minimo l'esposizione degli occupanti. Tale programma implicherà:

- mantenere in buone condizioni i materiali contenenti amianto;

- prevenire il rilascio e la dispersione secondaria di fibre;

- intervenire correttamente quando si verifica un rilascio;

- controllare periodicamente le condizioni dei materiali contenenti amianto.

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